Qualche anno fa, una parte di questa montagna ha deciso di stendersi. Mi appoggio lì, su quella strada e vicino a quelle case, si.
E così Corniolo per qualche tempo è stata impraticabile ai seguaci delle gomme grasse.
Oggi salgo a meno 3,° le gambe pedalano su una strada in piena frana e il caldo penetra nelle mie gambe intorpidite. Su, qualche sprazzo di neve, segno di un inverno non propriamente tale. Ho ricordi ben diversi di questi sentieri innevati e alle fatiche per spingere la bici sino alla cima, dove parte una bellissima singola traccia da fare tutto di un fiato, quando il fiato c'è.
Cambio i miei vestiti madidi al vento polare e qualche metro più avanti scopro una temperatura mite, al riparo nel sentiero che cala. Mi siedo sulla terra, cancello foto vecchie dalla fotocamera e mi trovo ad occhi chiusi ad assaporare i rumori del bosco. Ticchettii, fruscii, animali che vivono il loro quotidiano. Scendo, veloce rapido, come altro non è possibile su queste belle curve sinuose. Più giù un cervo bruca solitario in un prato appena accennato di bianco. Al mio passare fugge, perdonami fratello se ho disturbato il tuo quieto pasto! Ma noi ciclo dipendenti umani per capire quanta importanza ha, un bosco, un prato, un filo di erba, abbiamo bisogno di un mezzo a due ruote che ci fa correre veloce quanto te.
Mi perdo in una vecchia traccia di un vecchio sentiero downhill in disuso. Ritrovata la strada dopo pochi attimi piombo tra le case e il silenzio di questo piccolo borgo di case.
Bentornata Valpisella!






